Giornata mondiale dell'Ambiente 2025: in Acinque uno studio sulla carbon capture - Acinque Ambiente
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Giornata mondiale dell'Ambiente 2025: in Acinque uno studio sulla carbon capture
Il 5 giugno ogni anno si riflette sulla tutela dell'ambiente
Una sola terra. Da curare e proteggere. Da oltre cinquant’anni il 5 giugno, grazie a all’iniziativa delle Nazioni Unite, è la Giornata mondiale dell’ambiente, un momento in cui fermarsi a riflettere sull’importanza di tutelare la casa di tutti, dall’inquinamento e dall’invasività dell’attività umana che sta irrimediabilmente mutando il pianeta.
Quest’anno la ricorrenza pone l’attenzione sull’inquinamento da plastica. Da un lato un materiale che, nell’ultimo mezzo secolo, ha rivoluzionato il nostro modo di vivere grazie ai suoi molteplici utilizzi, alla sua versatilità e comodità. Dall’altro però oggi si stagliano di fronte ai nostri occhi i suoi limiti, in particolare la sua incapacità di degradarsi nell’ambiente: se non correttamente smaltito, questo materiale rimane sul suolo e nell’acqua per decenni inquinando la risorsa idrica, danneggiando gli habitat naturali e uccidendo migliaia di animali.
Alla sua ormai massiccia presenza nel paesaggio, si aggiunga che, secondo i dati dell’Unione Europea, nel 2019 (ultimo dato disponibile) la plastica ha generato 1,8 miliardi di tonnellate di emissioni di gas serra (GHG) – il 3,4% delle emissioni globali - con il 90% di queste derivanti dalla loro produzione e conversione da combustibili fossili. Entro il 2060, le emissioni derivanti dal ciclo di vita della plastica, dalla produzione allo smaltimento, sono destinate a più che raddoppiare, raggiungendo i 4,3 miliardi di tonnellate all’anno di emissioni di gas serra.
Due sono infatti i metodi di smaltimento della plastica ad oggi più utilizzati nell’Unione Europea: la termovalorizzazione per la produzione di energia o riciclo della materia. Ogni persona che vive nell'UE, nel 2021, ha generato in media 36,1 chili di rifiuti di imballaggio in plastica. Il volume di rifiuti questi rifiuti è aumentato di circa il 29% (+8,1 chili a persona) tra il 2010 e il 2021. Il totale rifiuti di plastica prodotti nell'UE nel 2021 è stato di 16,13 milioni di tonnellate, ma ne sono stati riciclati circa 6,56 milioni di tonnellate.
Cosa fa Acinque
Acinque Ambiente, società del Gruppo che si occupa della raccolta e del trattamento dei rifiuti nelle province di Como e Varese, è impegnata sia nella sensibilizzazione della cittadinanza a una raccolta differenziata dei rifiuti sempre più puntuale sia nello studio per l’applicazione di nuove tecnologie sui propri impianti di termovalorizzazione per l’abbattimento delle emissioni di CO2.
Il servizio di raccolta rifiuti serve oltre 130.000 abitanti: nel 2024 sono state raccolte e smaltite più di 62.000 tonnellate di rifiuti. La società del gruppo, inoltre, gestisce il termovalorizzatore della città di Como che tratta, annualmente, tra le 90 e le 95.000 tonnellate di rifiuti, soprattutto urbani.
Mediante i processi di termovalorizzazione in media vengono prodotti 27 GWhe di energia elettrica, ceduta alla rete di trasmissione nazionale al netto dell’autoconsumo. Inoltre, vengono prodotti 38 GWht di energia termica immessa nella rete di teleriscaldamento. Un circuito virtuoso che evita l’emissione di 38mila tonnellate di anidride carbonica e risponde al fabbisogno energetico di circa 12.500 famiglie.
Proprio relativamente a questo impianto, è stata avviata una collaborazione con il Politecnico di Milano e il socio industriale A2A per uno studio focalizzato sulla cattura della CO2 emessa dal termovalorizzatore e sul suo possibile riutilizzo.
Ormai da diversi anni, infatti, a livello nazionale, è in fase di studio l’applicazione di diverse tecnologie per la cattura della CO2 e Acinque Ambiente si è impegnata nella sperimentazione del processo di assorbimento tramite solvente.
Al centro dello studio, per valutare l'applicabilità di questa tecnologia, c’è da una parte testare quale tipologia di solvente minimizzi il fabbisogno energetico del processo di cattura e dall’altra valutare i possibili utilizzi della CO2 catturata.
In Giappone, ad esempio, a Saga City c’è un termovalorizzatore che cattura fino a 10 tonnellate di anidride carbonica al giorno dai fumi emessi dall’impianto che vengono convogliate in un sistema di coltivazione di alghe a poche centinaia di metri di distanza. A Como, invece, si studia la possibilità di utilizzare la CO2 catturata per la produzione di bicarbonato di sodio, utile anche per i processi di termovalorizzazione.
Con la Delibera 363/2021/R/rif l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha introdotto, per gli impianti di chiusura del ciclo dei rifiuti dichiarati “aggiuntivi” ai sensi della medesima delibera, l’obbligo di pubblicare sul proprio sito internet i criteri principali alla base dell’individuazione dei corrispettivi di accesso agli impianti di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e della forsu. Ottemperando all’art. 6 della Delibera 363/2021/R/rif, la Regione Lombardia, con Delibera di Giunta n. 5777/2021, ha dichiarato tutti gli impianti di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e della forsu lombardi come “aggiuntivi”, tenuto conto dell’autosufficienza impiantistica e della competitività che caratterizza il mercato lombardo e riservando la possibilità di rivedere tale disposto in sede di aggiornamento biennale delle tariffe, a seguito dell’eventuale modificarsi delle condizioni di mercato e dell’adozione del Piano Nazionale di Gestione Rifiuti. Ne consegue che, ai sensi dell’art. 24 della Delibera 363/2021/R/rif, Acinque Ambiente in qualità di gestore di impianti di chiusura del ciclo “aggiuntivi”, è tenuta ad applicare condizioni di conferimento non discriminatorie, in conformità con la normativa vigente, e a rendere noti i criteri principali alla base della individuazione dei corrispettivi di accesso. Per quel che riguarda i principali criteri di definizione dei corrispettivi di accesso, possono essere principalmente ricondotti ai seguenti elementi:
- Durata e Quantità contrattuali: i corrispettivi applicati tengono conto della durata contrattuale – ovvero del periodo di tempo per cui il conferitore richiede il servizio di trattamento dei rifiuti – nonché della periodicità dei carichi – inteso nel senso della numerosità dei conferimenti – e delle quantità conferite – complessive e nei diversi periodi;
- Caratteristiche dei rifiuti da smaltire: i corrispettivi applicati possono variare in funzione della qualità e delle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti trattati – in particolare il potere calorifico – che possono determinare eventuali specifici trattamenti aggiuntivi, con maggiori o minori scarti e scorie a valle, oltre ad impattare sulla capacità massima degli impianti espressa in termini di carico termico;
- Full cost recovery: i corrispettivi di accesso applicati devono, complessivamente, garantire la copertura integrale dei costi e l’equilibrio economico finanziario, anche su un orizzonte pluriennale dell’impianto e della sua gestione;
- Analisi e valutazioni di mercato: i corrispettivi applicati tengono conto del trend dei prezzi osservati sul mercato – oltre che dell’inflazione – e previsto a tendere per le tipologie i rifiuti interessate.
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